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INFO

LISTINO PREZZI

Prodotti:

  • Emocomponente sacca <150 gr:  170 euro
  • Emocomponente sacca 150-250 gr: 200 euro
  • Emocomponente sacca >250 gr: 250  euro
  • Sangue intero* sacca 300-350 gr: 300 euro
  • PRP autologo*: 200 euro

* su richiesta

Esami collaterali:

  • Tipizzazione: 30 euro
  • Crossmatching: 30 euro
  • Crossmatching successivo al primo: 15 euro

Spese di spedizione:

  • spedizione con corriere: 40 euro
  • consegna urgente* effettuato dallo staff EVA, non sempre disponibile

feriale: 

  • € 80 (entro i 150 km e/o durata del viaggio <2h) 
  • €150 (massimo 200 km e/o durata del viaggio >2h)

festivo: 

  • € 120 (entro i 150 km e/o durata del viaggio <2h)
  • € 200 (massimo 200 km e/o durata del viaggio >2h)

*il trasporto con corriere della farmacia garantisce il mantenimento della catena del freddo tramite l’utilizzo di un frigo emoteca certificato per il trasporto di emocomponenti

 

Formazione:

  • Corso “utilizzo degli emoderivati nella pratica clinica e crossmatching” online 300 euro
  • Corso “utilizzo degli emoderivati nella pratica clinica e crossmatching” in

 presenza  con parte pratica 500 euro**

** spese di spostamento non incluse

COSA E QUANDO TRASFONDERE

  • SANGUE INTERO (WB)

Il sangue intero può essere somministrato direttamente al ricevente (entro 4-6 ore dal prelievo) come sangue intero fresco, apportando così eritrociti, leucociti, piastrine e proteine plasmatiche (inclusi i fattori della coagulazione).

Può essere conservato refrigerato come sangue intero conservato fino a 21-24 giorni (apportando eritrociti, leucociti e alcuni fattori della coagulazione più resistenti mentre le piastrine perdono la loro attività dopo la refrigerazione).

Il sangue intero può essere processato entro otto ore dalla sua collezione, con il fine ultimo di ottenere gli emocomponenti (emazie e plasma) che permettono di trattare in maniera mirata specifiche patologie riducendo i rischi legati alla somministrazione di grossi volumi e apportando solo gli elementi necessari per la gestione delle alterazioni riscontrate. Per questi motivi, l’impiego del sangue intero è principalmente effettuato in condizioni di estrema urgenza quando non è possibile separarlo nelle sue componenti oppure per trattamento di emorragie massive in cui è necessario apportare tutte le componenti ematiche.

 

  • EMAZIE CONCENTRATE (pRBC)

Il termine emazie concentrate si riferisce alla parte corpuscolata del sangue (globuli rossi e globuli bianchi) che deriva dalla separazione del sangue intero.

La trasfusione di questo emocomponente è rivolta ai pazienti anemici con lo scopo di migliorare la perfusione dei tessuti, incrementando l’apporto di ossigeno quando la concentrazione di emoglobina è ridotta, in particolare apporta benefici in corso di emorragie, soprattutto se acute (e.g secondarie a trauma, coagulopatie o chirurgie).

A parità di volume, rispetto al WB, la concentrazione di emazie è circa il doppio quindi i volumi richiesti sono dimezzati.

Durata stoccaggio 35 giorni.

 

PLASMA FRESCO CONGELATO (FFP):

Viene definito plasma fresco congelato il surnatante derivato dal sangue intero dopo centrifugazione e separazione dalle emazie.

La trasfusione di questo emocomponente è rivolta principalmente alla correzione delle coagulopatie congenite (e.g. malattia di Von Willebrand ed emofilia) o acquisite (e.g. intossicazione da dicumarinici, epatopatie, coagulazione intravasale disseminata).  

Questo componente, inoltre, può essere utilizzato a scopo profilattico prima o durante una chirurgia invasiva di animali predisposti a sanguinamenti patologici.

L’utilizzo di FFP, infine, può contrastare disturbi non emorragici come l’ipoprotidemia oppure apportare immunoglobuline (e.g. neonati con insufficiente immunità passiva o animali affetti da parvovirosi).

Durata stoccaggio 12 mesi.

  • PLASMA CONGELATO

Viene definito plasma congelato l’FFP dopo I 12 mesi di stoccaggio.

Può essere impiegato in corso di carenza dei fattori della coagulazione II, VII, IX e X e pazienti ipoalbuminemici con segni clinici evidenti.

Durata stoccaggio: 4 anni

COME TRASFONDERE:

La via di elezione per la trasfusione di sangue intero ed emocomponenti è quella endovenosa. Per effettuare una trasfusione è consigliato l’utilizzo di un deflussore dotato di filtro che permetta di rimuovere eventuali coaguli e/o aggregati.

 

SANGUE INTERO (WB):

Dosaggio: gli mL di sangue intero da trasfondere sono da calcolare in base alla gravità dell’anemia del paziente e si può far riferimento alla seguente formula:

 

WB (ml)= [(PCVdesiderato – PCVpaziente) / (PCVdonatore X volume ematico (ml/Kg) x Peso del paziente (Kg))].

*volume ematico cane 88ml/Kg

*volume ematico gatto 66 ml/Kg

 

EMAZIE CONCENTRATE (pRBC)

Dosaggio: 1,5ml x (incremento di PCV desiderato) x peso (Kg)

 

PLASMA FRESCO CONGELATO (FFP) E PLASMA CONGELATO (FP)

Per correggere alterazioni emostatiche la dose di plasma fresco congelato consigliata è di 10-30 ml/Kg per via endovenosa, la cui somministrazione può essere inoltre ripetuta ogni 8-12 ore, fino a quando la coagulopatia non è controllata.

Per la correzione dell’ipoalbuminemia il volume di plasma da somministrare è ben più elevato, studi recenti dimostrano che per aumentare di 1 g/dl la concentrazione di albumine seriche siano necessari circa 45 ml/Kg di plasma. Prima di trasfondere tale emocomponente è necessario scongelarlo a temperatura controllata in appositi termostati fino al raggiungimento di 37°C.

VELOCITA’ DI INFUSIONE E MONITORAGGIO:

La velocità con la quale dovrebbero essere trasfuse le componenti ematiche dipende dal singolo paziente ed in particolar modo dall’alterazione che deve essere trattata ed eventuali patologie concomitanti. 

– Paziente stabile (e.g. anemia cronica): si consiglia di eseguire un primo monitoraggio (T0) del paziente che prevede misurazione della temperatura, pressione, frequenza cardiaca, caratteri del polso e frequenza respiratoria; iniziare quindi la trasfusione per i primi 15 minuti a 0,5ml/Kg/h; se non si verificano reazioni avverse (e.g. ipertermia, difficoltà respiratoria ecc) la rate può essere gradualmente aumentata fino a 2ml/Kg/h eseguendo dei monitoraggi seriali dei parametri clinici.

– Paziente emodinamicamente instabile (e.g. emorragia acuta): è possibile eseguire boli di rianimazione a 1-2ml/Kg in 20 minuti e continuare la trasfusione a 1-2ml/Kg/h eseguendo dei monitoraggi seriali dei parametri clinici.

La durata totale della trasfusione non dovrebbe superare le 6-8 ore, in tal caso si consiglia di cambiare il deflussore e la linea infusionale in quanto possibile pabulum per la crescita batterica.

EFFETTI AVVERSI E COME INTERVENIRE:

Le reazioni avverse possono essere di diversa natura, l’incidenza di effetti collaterali stimata varia dal 3% al 13%; spesso le alterazioni riscontrate sono secondarie allo stato infiammatorio causato dalla patologia primaria del soggetto ricevente piuttosto che alla trasfusione.

 

Le reazioni trasfusionali vengono suddivise in due gruppi:

  • – Immunologiche: si sviluppano in risposta al contatto con antigeni eritrocitari, leucocitari, piastrinici o alle proteine plasmatiche. possono essere reazioni acute che si sviluppano all’inizio o durante il trattamento trasfusionale oppure tardive (dopo 24 ore fino a una settimana post trasfusione).
    • Acute: forme più gravi, a loro volta possono essere emolitiche o non emolitiche:
      • Emolisi immunomediata acuta; è la forma più comune ed è conseguente al contatto tra antigene eritrocitario del donatorie ed anticorpi preformati presenti nel plasma del ricevente (naturalmente presente o acquisiti da precedente trattamento trasfusionale). A seguito di questa reazione si sviluppa emolisi, i segni clinici che possiamo riscontrare sono: febbre, depressione del sensorio, scialorrea, incontinenza, tachicardia, bradicardia, dispnea, tremori muscolari, vomito, collasso fino a shock nei casi più gravi. 

Trattamento: interrompere immediatamente il trattamento trasfusionale e stabilizzare il paziente con particolare attenzione all’ipotensione, possono essere utilizzati cristalloidi o colloidi a velocità atte a garantire una corretta pressione ematica e output urinario di 1-2ml/Kg/h.

  • Non Emolitiche: reazioni febbrili ed allergiche (rappresentano il 60-90% di tutte le reazioni trasfusionali).
    • Il paziente può sviluppare sintomi da ipersensibilità di primo tipo (orticaria, vomito, dispnea, edema polmonare, sintomi gastroenterici, angioedemi, ipotensione fino a collasso e shock). Generalmente questo tipo di reazione si sviluppa nei primi quindici minuti dall’inizio del trattamento trasfusionale, per questo è molto importante fare valutazioni seriali del paziente. Generalmente l’incremento della temperatura è il primo sintomo che si manifesta, spesso è autolimitante

Trattamento: interrompere temporaneamente la trasfusione (fino a scomparsa dei sintomi), può essere d’aiuto somministrare farmaci antistaminici o corticosteroidi (in particolare quando presente febbre come unico sintomo), la trasfusione può proseguire con monitoraggio constante dei parametri vitali; qualora i sintomi clinici siano gravi e persistenti interrompere il trattamento trasfusionale.

  • Un’altra  evenienza meno comune  il danno polmonare acuto secondario alla trasfusione (TRALI), alla base di questa reazione sembra esserci sia un meccanismo immunomediato che non immunomediato. La sintomatologia che possiamo vedere nei nostri animali è febbre, tachipnea/dispnea, ipossiemia, tachicardia. Può avvenire durante il trattamento o entro le sei ore successive.

Trattamento: interruzione del trattamento trasfusionale, sostenere il paziente dal punto di vista polmonare, generalmente il danno polmonare acuto è autolimitante e si risolve entro 96 ore.

  • Tardive: avvengono 3-5 giorni post trasfusione fino a due settimane, possono verificarsi trombocitopenie, emolisi (deve sempre essere considerata la patologia primaria sottostante); un’altra evenienza è lo sviluppo di uno stato di immunosoppressione e maggior sensibilità ad agenti infettivi.
  • Non Immunologiche: infezione e sepsi, sovraccarico di fluidi circolanti, emolisi non immunomediata, embolia, tossicità da citrato, ipotermia, ipocalemia, ipercalemia.
    • Acute: generalmente secondarie ad infezione batterica, può succedere qualora il donatore non sia stato sottoposto a tutti i test per escludere le malattie infettive.

L’overload di fluidi (TACO) è da tenere sempre considerato, soprattuto in pazienti con patologie renali o cardiache, più frequentemente legato a trasfusione di sangue intero (maggiori volumi); segni clinici: dispnea, cianosi, ortopnea, innalzamento della pressione venosa centrale ed edema polmonare. Interrompere rapidamente la trasfusione. 

L’emolisi non immunomediata secondaria ad alterazioni in fase di processazione, stoccaggio e/o somministrazione dell’unità trasfusionale.

L’embolia è rara, si riscontra quando il sistema è aperto ed è presente aria nella linea infusionale.

Tossicità da citrato: può presentarsi secondariamente alla somministrazione di grosse quantità di plasma, sangue intero o piastrine, può portare ad ipocalcemia.

Altre situazioni che si possono verificare sono: ipotermia qualora vengano trasfusi grossi volumi a temperature eccessivamente basse oppure iper o ipopotassiemia a seguito di lesioni durante lo stoccaggio dell’unità.

  • Tardive: generalmente secondarie ad inappropriata conservazione o somministrazione dell’unità trasfusionale. 

Un’altra evenienza è la presenza di emolisi pre-trasfusionale nella sacca da trasfondere per conservazione inadeguata o per riscaldamento con tecniche non consone prima della trasfusione che può essere scambiata per emolisi intravascolare.

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